Descrizione tecnica impianto di Fitodepurazione a flusso sub-verticale “VZL”.
L’acqua chiarificata in uscita dalla Imhoff confluisce nel letto di fitodepurazione costituito da un apposito bacino impermeabilizzato costruito ad arte, eseguito con un telo in geomembrana impermeabile, antimuffa, antibatterico a lunga stabilizzazione a tenuta, poggiante su uno strato di sabbia.
Il sistema fitodepurativo adottato è del tipo a flusso sub-verticale composito VZL (vigente nell’ Atto Deliberativo di Giunta Nr. 1053 del 9/6/03 Rif. Tab. A punti 1-2-7.3 ) con una profondità media dello scavo di ca.1 metro.
Il medium di riempimento è composto da uno strato minerale di Litosina, parte integrante del sistema depurativo e del progetto, di ghiaione e ghiaietto lavati e avrà una altezza media di ca.70 cm. con sovrastanti degli arbusti di varie specie, macrofite radicate ed emergenti autoctone e fiori della Vs. zona (v.elenco allegato).
La fitodepurazione con il sistema VZL è un trattamento di depurazione biologica naturale in quanto sfrutta:
- la formazione di un film biologico in un ambiente naturalmente areato;
- l' effetto combinato dei microorganismi del terreno con le radici delle piante, ove avviene la catalisi delle sostanze
organiche piu' semplici e la trasformazione biochimica aerobica, e l’ evapotraspirazione delle piante;
- il potere di assorbimento dell'azoto ammoniacale su apposita Litosina minerale.
Le acque vengono quindi trattenute e poi assorbite in parte dalle piante locate in un volume determinato di terreno, il quale si arricchirà dei minerali necessari alla vita delle piante stesse e della crescita di specie vegetali (batteri fotosintetici, macrofite e pianticelle superiori). Le sostanze nutritive, fosforo e azoto principalmente e la parte di carbonio eventualmente residui dopo questo trattamento, risulteranno degli ottimi integratori del terreno, ad esempio se l’acqua sarà utilizzata per usi irrigui. Rispetto ad un trattamento biologico gia’ a basso carico, come in un impianto ad ossidazione totale dove la concentrazione dello ione fosforo in uscita è di poco inferiore al valore di quello in entrata, con la fitodepurazione i composti del fosforo (ortofosfati), sono facilmente assimilabili dalle piante e dagli organismi del terreno, migliorando il rendimento finale depurativo.
Il carico idraulico dell’impianto sarà uniformemente distribuito in alto sfruttando il dislivello a disposizione e ripreso da un sistema di drenaggio nel fondo del vassoio di fitodepurazione, secondo ns. disegni tecnici facenti parte la Fornitura. .
sistema VZL = a flusso sub-verticale con LITOSINA
Le acque di scarico delle cucine delle abitazioni, ristoranti, ecc., entreranno direttamente nei separatori di grassi e olii vegetali. Gli scarichi dei wc affluiranno invece in vasche biologiche, utili anche per non perdere quota lungo la linea.
Tali scarichi entreranno poi in una vasca tipo Imhoff, opportunamente dimensionata, in cui avviene la decantazione delle sostanze solide in trattamento anaerobico, e la loro "mineralizzazione" con formazione di fanghi, (ad opera di batteri che si sviluppano e vivono in assenza di ossigeno) con la chiarificazione dell'acqua in uscita.
L'acqua così pretrattata viene immessa nell' impianto di FITODEPURAZIONE previo pozzetto di carico, per una distribuzione naturale per caduta e/o con dispositivo di tubazione di cacciata, o tramite pompa. L' acqua viene distribuita sulla superficie interna del vassoio di fitodepurazione, a tenuta, con flusso sub-verticale e percolera' verticalmente gli strati di materiale filtrante di varia pezzatura, compreso quello di LITOSINA (phillipsite granulare) che e' parte integrante del sistema VZL, specifica per i trattamenti di fitodepurazione dove l'acqua in entrata presenta la maggiore carica d'azoto sotto forma non ossidata.
La LITOSINA viene sempre rigenerata per scambio cationico (Ca++ e Na+) presenti negli acidi umici del terreno.
Per il dimensionamento del sistema VZL a flusso VERTICALE si considerano 3-4 m2/AE. mentre occorre
prevedere 5 m2/AE con sistemi a flusso sub-superficiale orizzontale (Atto Delib. nr. 1053 del 9 Giugno 2003)
Le piante a dimora nel terreno vegetale sopra la fitodepurazione assorbono l' acqua chiarificata per capillarita' e la cedono per evapotraspirazione, dopo avere assimilato i composti d' azoto e fosforo necessari al loro metabolismo.
L'acqua eventualmente in uscita potra' essere ricircolata a monte dello stesso vassoio, o sotto pianta o filtrata in un altro vassoio assorbente (per lo scarico zero), accumulata e riutilizzata per usi irrigui o inviata allo scarico finale.
Parte integrante del sistema VZL è il telo “geomembrana” antibatterico, antimuffa a lunga stabilizzazione, appositamente realizzato per gli impianti di fitodepurazione per garantirne l’ assoluta impermeabilità verso il terreno e la durata nel tempo.
I costi di esercizio sono praticamente nulli, l’impiantistica generale
Note:
Delib. 4/2/77 tutela delle acque “Criteri,metodologie e norme tecniche generali art.12 lettere b,e,(ex Legge 10 /5/1976 319;.All. 5).
Rif. D.L. 11 Maggio 1999 n.152 modificato in 152/2006:
- Per tutti gli insediamenti con popolazione equivalente compresa tra 50 e 2000 a.e.si ritiene auspicabile il ricorso a tecnologie di depurazione naturale quali il lagunaggio o la fitodepurazione.
- Dimensionamento secondo Atto Deliberativo DI Giunta dell’ Emilia Romagna nr.1053 del 9 Giugno 2003.




























































































